Il piano lo scrivi tu. Quello che ComputoLab può fare è dirti quali lavorazioni stanno in cantiere negli stessi giorni, e quanto è grande il cantiere in uomini-giorno.
Il piano di sicurezza e coordinamento è un documento discorsivo. La valutazione dei rischi concreti di quel cantiere, le scelte progettuali, le misure di coordinamento fra le imprese: le scrivi tu guardando l'opera e il posto. Nessun programma le può inventare, e chi promette «il PSC generato automaticamente» sta promettendo un documento che non regge una verifica.
ComputoLab fa tre cose che oggi si fanno a mano, e le fa perché ha già i dati per farle: il computo con i costi della manodopera e della sicurezza, e il cronoprogramma con le date.
Il punto 2.3.1 dell'Allegato XV ti chiede di analizzare le interferenze fra le lavorazioni. Il cronoprogramma con le date lo hai già fatto — è un elaborato del progetto esecutivo — e ComputoLab lo rilegge per te: ti mostra ogni coppia di lavorazioni che sta in cantiere negli stessi giorni, con il primo giorno, l'ultimo e quanti sono.
Ti dice anche qual è il giorno più affollato e quante lavorazioni ci sono quel giorno. Con dieci lavorazioni le coppie possono essere quarantacinque, e leggerle tutte non dice dov'è il punto peggiore: quello è il giorno da guardare per primo quando decidi uno sfasamento.
E ti dice anche il limite di quello che ha fatto. ComputoLab confronta le date, non i luoghi: due lavorazioni contemporanee in due edifici diversi non interferiscono, e due sullo stesso ponteggio interferiscono anche a giorni alterni. Lo sfasamento del punto 2.3.2 è «spaziale o temporale», e lo spazio lo conosci tu. Questo elenco è il punto di partenza dell'analisi, non l'analisi — e sta scritto anche nel documento stampato, perché chi lo legge lo deve sapere.
Il punto 2.1.2 lettera i) vuole «l'entità presunta del cantiere espressa in uomini-giorno». Il numero si ricava dal costo della manodopera che il computo porta già con sé: scrivi il costo orario medio che assumi, e ComputoLab fa il conto.
Serve perché da lì dipende un obbligo: l'art. 99 vuole la notifica preliminare quando il cantiere ha più imprese, anche non contemporanee (comma 1 lettera a, e lì non c'è nessuna soglia: due imprese bastano), oppure quando c'è un'impresa sola ma almeno duecento uomini-giorno (lettera c). ComputoLab ti dice quale dei due casi sei, o che non sei in nessuno dei due.
È una stima, e il programma lo scrive: il costo orario vero dipende dal contratto, dalle qualifiche e dalla provincia, e lo sai tu meglio di lui. Ma è una stima fatta sul computo di quel cantiere, non un numero tirato a indovinare.
Il punto 2.1.2 elenca i contenuti minimi del PSC: dieci voci, dalla a) alla l) — l'alfabeto italiano salta la j e la k. ComputoLab stampa la traccia in Word e in PDF, con le lettere della norma, così quello che scrivi si spunta contro l'elenco di chi verifica invece di una numerazione tua.
Cinque voci arrivano già compilate, perché sono cose che il programma sa:
Le altre cinque escono vuote, con il titolo e lo spazio: la relazione sui rischi, le scelte progettuali, le misure sull'uso comune di ponteggi e attrezzature, le modalità di cooperazione, il pronto soccorso e l'antincendio. Sotto ognuna c'è una riga che ricorda che cosa la norma chiede lì. Quelle le scrivi tu, ed è giusto così.
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