Che cosa chiede l’articolo 12, comma 10, che cosa ComputoLab produce e a quale punto della norma ogni documento corrisponde.
L’articolo 12, comma 10 dell’Allegato II.14 al decreto legislativo 31 marzo 2023, n. 36, nel testo riscritto dal decreto correttivo (D.Lgs. 31 dicembre 2024, n. 209), dispone che:
«La contabilità dei lavori è effettuata mediante l’utilizzo di programmi di contabilità digitale, che usano formati aperti non proprietari, al fine di non limitare la concorrenza tra i fornitori di tecnologie. Tali programmi di contabilità digitale devono essere in grado di garantire l’autenticità, la sicurezza dei dati inseriti e la provenienza degli stessi dai soggetti competenti.»
Il comma prosegue con la parte che dice a chi tocca la verifica: quando la direzione dei lavori è affidata a un professionista esterno, è il RUP ad approvare preventivamente i programmi impiegati, accertandone l’affidabilità e la conformità alle prescrizioni dell’Allegato. La norma non prevede né una certificazione dei programmi né una dichiarazione del produttore: prevede una verifica, e la mette in capo alla stazione appaltante.
Sono quattro requisiti distinti e conviene tenerli separati, perché si soddisfano in modi diversi: contabilità digitale, formati aperti non proprietari, autenticità e sicurezza dei dati, provenienza dai soggetti competenti. L’ultimo riguarda le persone prima del software: è il direttore dei lavori a sottoscrivere gli atti contabili, non il programma che li stampa.
I dati si inseriscono una volta sola e tutti i documenti discendono dagli stessi dati, senza ricopiature. Dal computo metrico nascono il libretto delle misure, il registro di contabilità, gli stati di avanzamento con ritenute e acconti, il conto finale e i suoi allegati. Giornale dei lavori, liste settimanali, atti di direzione lavori e certificati sono registri propri del programma, non documenti scritti a mano in un elaboratore di testi.
Ogni documento esce in formati definiti da standard pubblici, leggibili senza ComputoLab e senza licenze: PDF (ISO 32000-1), Word .docx ed Excel .xlsx (ISO/IEC 29500, Office Open XML), il progetto per intero in JSON (RFC 8259) e l’archivio locale in SQLite, formato di file di pubblico dominio. Non esiste alcun formato proprietario obbligatorio per uscire dal programma: chi smette di usarlo si porta via i propri dati. È esportato anche l’XPWE, che serve a scambiare il computo con PriMus: quello è il formato di un altro produttore, offerto per interoperabilità, e non è il formato con cui ComputoLab conserva o consegna.
I progetti restano sul computer di chi li redige: non transitano da server del produttore, non sono conservati in cloud, non esistono copie presso terzi. Il programma si collega alla rete soltanto per verificare la licenza, scaricare aggiornamenti, prezzari pubblici e manuali; non raccoglie statistiche d’uso e non invia dati di progetto. I prezzari distribuiti dal produttore viaggiano con la loro impronta SHA-256 e vengono verificati all’importazione, così che un listino alterato non entri nel progetto senza che l’utente se ne accorga.
Ogni documento contabile prodotto viene annotato con la propria impronta SHA-256 e con la lunghezza in byte: il registro conserva l’impronta, non il file. In qualunque momento si può sottoporre al programma un documento e chiedergli se è uno di quelli emessi e se è ancora intatto.
I documenti escono in PDF/A-2b, il formato dell’archiviazione documentale: incorporano i font che usano e dichiarano il proprio spazio colore, così da restare leggibili identici nel tempo senza dipendere da ciò che è installato su chi li apre.
C’è un equivoco che vale la pena togliere di mezzo. L’art. 115 del D.Lgs. 36/2023 dice che il direttore dei lavori tiene la contabilità «mediante le piattaforme digitali di cui all’articolo 25’», e rinvia all’Allegato II.14 per le modalità. L’Allegato, all’art. 12 comma 10, parla di programmi di contabilità digitale — il testo per intero è riportato in cima a questa pagina.
La norma dice programmi, e dice perché vuole i formati aperti: per non chiudere il mercato attorno a un fornitore solo. ComputoLab è un programma di contabilità digitale che scrive in docx, xlsx, PDF/A e XPWE, e non chiede a nessuno di entrare in una piattaforma per rileggere il proprio lavoro fra dieci anni.
Ogni documento riporta in testa l’ente, l’oggetto dell’appalto, CUP e CIG, il RUP e il direttore dei lavori, e in calce gli spazi di sottoscrizione che la norma prevede: la firma dell’esecutore sugli stati di avanzamento, quella del direttore dei lavori sugli atti contabili, il contraddittorio sul certificato di ultimazione. Il nome dell’impresa esecutrice compare sopra la riga di firma, e nel certificato di regolare esecuzione fra i dati, come chiede l’art. 28 c. 2 lett. b): se è un raggruppamento si scrive per esteso, mandataria e mandanti, perché l’esecutore resta uno solo.
La sottoscrizione digitale resta in capo alle persone. Il direttore dei lavori e il RUP firmano con la propria identità digitale — dispositivo di firma, firma remota o piattaforma della stazione appaltante — e il documento firmato in formato PAdES conserva il PDF prodotto da ComputoLab senza alterarlo. È la lettura corretta del requisito: la provenienza è un attributo del soggetto competente, non del programma, e nessun software può assumersi la responsabilità che la legge assegna a una persona fisica.
Il documento firmato viene ricondotto al proprio originale. La firma PAdES si appende in coda al PDF senza riscrivere ciò che c’era prima: ComputoLab confronta i primi byte del file firmato con l’impronta registrata alla generazione e stabilisce se il contenuto prodotto è dentro, inalterato. Questo, e non di più: ComputoLab non convalida la firma — non controlla il certificato del firmatario, la sua revoca, né l’ente che lo ha rilasciato. Sono due domande diverse, e per la seconda esistono i servizi di validazione pubblici.
Giornale dei lavori, con le dieci annotazioni che la norma chiede per ogni giornata (art. 12 c. 1 lett. a), libretto delle misure — e per i lavori a corpo la quota percentuale dell’aliquota eseguita, come vuole la lettera b) — registro di contabilità con il suo sommario (lett. c e c. 2), stato di avanzamento e certificato di pagamento con la ritenuta dello 0,50% dell’art. 11 c. 6 del codice (lett. d), conto finale e relazione (lett. e), liste settimanali di operai, noli e provviste (c. 3), fascicolo dei dodici allegati al conto finale (c. 5), certificato di ultimazione e certificato di regolare esecuzione (art. 28), contabilità semplificata sotto i 40.000 € con il visto sulle fatture (c. 11-bis), stima dell’incidenza della manodopera (art. 41 c. 13) e dei costi della sicurezza. Ciascuno in PDF e in Word.
Alla fine dei lavori ComputoLab prepara anche il fascicolo dei documenti da fornire al collaudatore: le quindici voci dell’art. 15 dell’Allegato II.14, dalla lettera a) alla q). Ogni voce si riempie con quello che risulta dal progetto e dagli atti di direzione lavori; le voci ancora vuote restano in elenco, con scritto da dove il documento deve arrivare, così il fascicolo si consegna sapendo che cosa manca. C’è anche la dichiarazione del direttore dei lavori sull’esito delle prescrizioni impartite dal collaudo (artt. 21 e 26).
Sulle due voci vale la pena essere precisi, perché l’art. 41 c. 14 le nomina insieme ma non le tratta allo stesso modo: gli oneri della sicurezza escono dall’importo soggetto a ribasso, i costi della manodopera si indicano separatamente e vi restano dentro. Nel quadro economico di ComputoLab l’importo a base di gara è lavorazioni meno sicurezza, e la manodopera non viene sottratta — il perché sta in questa pagina.
Avvertenza. Questa pagina descrive che cosa il programma produce. Non è un’attestazione di conformità, e non ne esiste una: la legge non prevede né una certificazione dei programmi di contabilità né una dichiarazione del produttore. La verifica dei programmi impiegati spetta alla stazione appaltante, secondo l’art. 12 comma 10 dell’Allegato II.14.
La responsabilità degli atti contabili resta di chi li redige e li sottoscrive. Per l’applicazione della norma si fa riferimento al testo vigente.
Le caratteristiche descritte si riferiscono alla versione 1.1.0 e possono cambiare con le versioni successive. Le stesse informazioni, in forma di scheda da allegare a una pratica, stanno nella scheda tecnica in PDF.
Leggi anche: Lo stato di avanzamento lavori · Libretto delle misure e registro · Come si fa un computo metrico · ComputoLab per l'ufficio tecnico dell'ente · Per il direttore dei lavori
Computo, contabilità e preventivi in un unico programma, offline, su Mac e Windows.
Scarica gratis