Come si passa dagli indici ISTAT all'importo da riconoscere all'impresa, tipologia per tipologia.
L'articolo 60 del D.Lgs. 36/2023 vuole che i contratti pubblici contengano una clausola di revisione dei prezzi. La clausola non opera in continuo: si attiva quando la variazione supera il 3% rispetto al momento dell'aggiudicazione, e riconosce il 90% della sola parte eccedente quella soglia (articolo 3, commi 2 e 3, dell'Allegato II.2-bis). Sono i valori dei lavori: per servizi e forniture la soglia è il 5% e la quota riconosciuta l'80%. Il meccanismo di calcolo è quello dell'Allegato II.2-bis, attuato dal decreto dirigenziale MIT n. 743 del 30 marzo 2026, e riguarda i lavori avviati dal 27 aprile 2026.
La revisione non segue un indice unico dell'edilizia: segue venti tipologie omogenee di lavorazioni — le T.O.L. — elencate nella Tabella A.1 dell'Allegato II.2-bis. Vanno dalle opere edili su edifici non tutelati alle gallerie con metodo meccanizzato, dagli impianti elettrici al conferimento dei rifiuti. La Tabella A.2 le divide in nove specializzate e undici generali: quando una lavorazione potrebbe stare in due tipologie, l'articolo 4 comma 3 lettera a) dà precedenza alla specializzata.
L'ISTAT pubblica per ciascuna tipologia un indice di costo mensile, con circa sessanta giorni di ritardo rispetto al mese cui si riferisce.
Il percorso è questo, e ogni passaggio ha il suo articolo:
1. Si classifica tutto l'importo dei lavori. Ogni lavorazione riceve una tipologia (articolo 4 comma 3 lettera a). Per cinque tipologie — movimento terra, gallerie tradizionali e meccanizzate, armamento ferroviario e fondazioni speciali — la componente di conferimento rifiuti va scorporata e riferita alla tipologia 20 (articolo 4 comma 4).
2. Si calcolano i pesi. Il peso di una tipologia è il rapporto fra il suo importo e l'importo complessivo dei lavori (articolo 4 comma 3 lettera b).
3. Si riportano gli indici a 100. Ogni indice viene rapportato al proprio valore nel mese del provvedimento di aggiudicazione, che è il mese di riferimento (articolo 4 comma 2 e punto 3 della Tabella B).
4. Si compone l'indice sintetico. È la media degli indici riportati a 100, pesata sulle incidenze: Is = Σ pi × Ii. Per uno stato di avanzamento che copre più mesi si usa la media degli indici del periodo (punto 6 lettera b).
5. Si ricava il coefficiente come (ISpx − ISmo) / ISmo, arrotondato alla quarta cifra decimale (punto 4). Se supera il 3%, il 90% dell'eccedenza si applica all'importo del SAL ai prezzi contrattuali, compresi gli oneri della sicurezza e al lordo delle trattenute. La revisione riguarda le prestazioni da eseguire dopo l'attivazione della clausola (articolo 3 comma 3): i SAL maturati prima restano ai prezzi contrattuali.
Classificare solo una parte del computo. È l'errore pericoloso, perché non si vede. Se i pesi si calcolano sul solo importo classificato sommano comunque a cento, il coefficiente esce plausibile, e la quota rimasta senza tipologia è stata ridistribuita fra le altre. Il numero non è impreciso: è un altro numero, e finisce in un atto contabile sottoscritto. L'articolo 4 comma 3 lettera a) chiede la classificazione dell'importo complessivo dei lavori, e finché resta qualcosa fuori il calcolo non va fatto.
Usare l'ultimo indice pubblicato. L'indice da usare è quello del mese di riferimento del SAL, non quello uscito più di recente. Poiché l'ISTAT pubblica con due mesi di ritardo, i due quasi mai coincidono.
La tipologia si assegna dalla voce di computo, e il programma calcola i pesi con la scorporazione dei rifiuti già applicata. Gli indici ISTAT si scaricano dentro il programma e restano in archivio; quando una rilevazione manca si può inserirla a mano. Il calcolo si fa per stato di avanzamento, anche plurimensile, con la metodologia della Tabella B oppure della Tabella C se il progetto la dichiara.
Il risultato non resta a video: si stampa il prospetto di revisione dei prezzi, in PDF e in Word, con una riga per tipologia — peso, indice del mese di aggiudicazione, indice del periodo, indice riportato a 100 e contributo all'indice sintetico — e in chiusura il coefficiente, la verifica della soglia e l'importo da riconoscere. Chi lo sottoscrive può rifare il conto con una calcolatrice.
Se una parte del computo è priva di tipologia, il programma si rifiuta di calcolare e dice quante lavorazioni e quale importo restano da classificare.
Due punti dell'Allegato restano aperti in attesa delle linee guida del MIT, non ancora pubblicate: il verso dell'arrotondamento su un coefficiente negativo e la rinormalizzazione dei pesi dopo l'eventuale espunzione delle tipologie sotto il 4%. Riguardano casi secondari — una revisione in diminuzione e un'opzione da attivare — e sono documentati nel programma. Quando le linee guida usciranno, le verificheremo.
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